Il Gruppo Qubit, fornitore e partner della Rete America's Cup di H2biz, amplia la propria dotazione tecnologica con Quby, un robot umanoide di nuova generazione progettato per integrare l’intelligenza artificiale sviluppata insieme a The House of AI all’interno di ambienti fisici, eventi, processi di comunicazione e attività aziendali.
L’elemento centrale di Quby è rappresentato dall’intelligenza artificiale integrata, che consente al robot di dialogare, accedere a basi di conoscenza dedicate, interpretare le interazioni e fornire informazioni e contenuti in funzione del contesto nel quale viene utilizzato.
L’obiettivo di Qubit e The House of AI è portare l’intelligenza artificiale oltre l’interazione tradizionale tramite computer e smartphone, trasformandola in una presenza fisica utilizzabile all’interno di aziende, eventi, workshop, attività formative, progetti di comunicazione e iniziative rivolte a clienti e stakeholder.
Quby diventa così una piattaforma fisica e digitale per la sperimentazione di nuove modalità di interazione tra persone e intelligenza artificiale, combinando capacità conversazionali, conoscenza specialistica, movimento e presenza negli ambienti.
Un’intelligenza artificiale configurabile per differenti esigenze aziendali
Il robot può quindi essere impiegato come supporto in diversi ambiti:
ricerche di mercato e analisi dei dati;
sondaggi e analisi dell’opinione pubblica;
branding e posizionamento di marca;
digital marketing;
comunicazione aziendale;
eventi e brand experience;
ecosistemi e progetti digitali;
formazione e workshop;
intrattenimento e produzioni media.
Le competenze sviluppate potranno supportare anche le attività delle società del Gruppo Qubit, tra cui GPF, Carmi e Ubertis e The Full Project.
Il sistema è progettato affinché la stessa piattaforma possa assumere competenze, modalità di relazione e configurazioni differenti in base al contesto di utilizzo. In funzione del progetto, Quby può quindi accedere a uno specifico insieme di conoscenze e operare come interfaccia tra il team umano, i dati disponibili e gli interlocutori coinvolti.
Una nuova piattaforma a disposizione delle imprese
Qubit metterà Quby a disposizione dei propri clienti per sviluppare progetti nei settori della comunicazione, degli eventi, dell’entertainment, della brand experience e dell’innovazione.
Per un’impresa, il robot potrà essere utilizzato, ad esempio, all’interno di uno stand fieristico per dialogare con visitatori e clienti, durante un evento corporate per fornire informazioni e interagire con gli ospiti, in un workshop per supportare attività formative oppure all’interno di progetti di comunicazione nei quali l’intelligenza artificiale diventa parte dell’esperienza proposta al pubblico.
L’utilizzo dell’umanoide consente inoltre di rendere più immediata l’interazione con sistemi di intelligenza artificiale che normalmente operano attraverso interfacce digitali, introducendo una componente fisica all’interno del rapporto tra tecnologia e persone.
Il primo progetto operativo di Quby riguarderà il supporto alla conduzione di un noto programma televisivo italiano, applicazione che consentirà al Gruppo di sperimentare il sistema anche nel settore media e dell’intrattenimento.
Morvilli: “Quby come componente aggiuntivo dei team di lavoro”
Secondo Luca Morvilli, founder e CEO del Gruppo Qubit, il valore del progetto risiede principalmente nell’intelligenza artificiale e nelle competenze integrate all’interno dell’umanoide.
Quby è stato infatti configurato con differenti “cervelli” di intelligenza artificiale dedicati agli eventi, alle ricerche di mercato, alla consulenza di comunicazione, al branding e agli ecosistemi digitali.
In funzione del progetto viene attivato il sistema di conoscenza più pertinente, consentendo al robot di operare come componente aggiuntivo dei gruppi di lavoro.
L’obiettivo non è sostituire le competenze professionali, ma utilizzare l’intelligenza artificiale come strumento di supporto alla capacità di analisi, elaborazione, generazione di ipotesi e sviluppo di soluzioni.
Il lavoro rimane quindi guidato dai professionisti, che definiscono obiettivi, modalità di utilizzo e controllo dei risultati prodotti dal sistema.
Dall’intelligenza artificiale digitale alla presenza fisica
Per Fabio Ardossi, founder e CEO di The House of AI, il progetto rappresenta un’evoluzione dell’interazione con l’intelligenza artificiale.
Dopo una fase nella quale persone e imprese hanno imparato a utilizzare l’AI principalmente attraverso schermi e interfacce software, Quby permette di sperimentare cosa accade quando l’intelligenza artificiale entra fisicamente nello stesso ambiente delle persone.
Il corpo umanoide diventa quindi l’interfaccia attraverso la quale rendere accessibili sistemi di intelligenza artificiale, basi dati e conoscenze specialistiche.
Per Qubit, il progetto rappresenta un laboratorio attraverso il quale sviluppare nuovi modelli di utilizzo dell’AI applicabili alla comunicazione, ai processi aziendali, agli eventi e alla relazione con clienti, partner e stakeholder.
Qubit è un fornitore della Rete America's Cup di H2biz, clicca qui
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