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Digital Magazine per le aziende con esperienza sensoriale
Digital Magazine per le aziende con esperienza sensoriale

Fornitore      EmmeGI Group - Pensiero Attivo

Settore: Editoria e media


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EmmeGI Group trasforma i cataloghi e le brochure aziendali in un’esperienza sensoriale.

Progettiamo il Digital Magazine o il Catalogo Interattivo, in modo tale da rendere più efficaci i contenuti, sfruttando al massimo tutte le potenzialità degli strumenti digitali, attraverso i quali, i prodotti verranno vissuti in forma partecipativa.

Comunicare i propri contenuti in modo coinvolgente, stupire, incuriosire, sorprendere e conquistare i clienti, un affascinante viaggio alla scoperta del brand e dei prodotti, per immergersi in una esperienza trasversale a più livelli, personalizzata e totalizzante.

Vantaggi:

- Coinvolgimento dei lettori, un brand experience di forte impatto, finalizzata a creare engagement presso il consumatore.
- Disponibilità in Real time dei contenuti attraverso smartphone e tablet, con la possibilità di aggiornare prodotti e offerte.
- Abbattimento dei costi di stampa e distribuzione, massimizzando la diffusione, anche attraverso la condivisione sui social.
- Feedback immediato attraverso gli strumenti di analisi incorporati, per vedere esattamente quali utenti reagiscono e in che modo.

Alcuni clienti di EmmeGI Group: Open Golf Italia, Calzedonia, Breguet, Banco Popolare, Seat Auto.

Per maggiori informazioni, non esitate a contattarci.


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Outsider News Femminilità, tenacia e competenza. Marisa Bellisario, la prima donna manager che ha sfondato il Soffitto di Cristallo http://www.outsidernews.it/femminilita-tenacia-e-competenza-marisa-bellisario-la-prima-donna-manager-che-ha-sfondato-il-soffitto-di-cristallo/
Femminilità, tenacia e competenza. Marisa Bellisario, la prima donna manager che ha sfondato il Soffitto di Cristallo | Outsider News - Media Company 4.0
Per il suo primo colloquio scelse un «vestito di vigogna grigia, il meno appariscente possibile, appena ravvivato dalle pieghe della gonna». Ma forse - rifletté anni dopo nell'autobiografia - «ancora troppo squillante» per quella mattina del 1959 in cui entrò per la prima volta alla Olivetti di Torino.

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